5 MOTIVI PER ASCOLTARE, SEGUIRE, ADORARE LAURA PERGOLIZZI (LP)

Quante volte nella vita vi siete davvero sentiti travolti da qualcosa o qualcuno che, direttamente o indirettamente, ha stravolto da cima a fondo un vostro momento di stasi creativa? Se lo chiedessi a qualcuno tra i miei amici le risposte sarebbero tutte orientate verso pittori, poeti, musicisti. Arte. Diciamolo: per ispirarci e creare qualcosa non possiamo partire soltanto da quello che abbiamo dentro, che comunque è la base, dobbiamo trarre nutrimento anche dagli altri.

Io questa linfa la prendo da una voce femminile che chiamare solo “voce” è riduttivo: la minuta e carismatica LP (al secolo Laura Pergolizzi, ma non chiamatela così, chiamatela solo LP).

Di lei forse sapete qualcosa: american-italian, 36 anni, con vent’anni di carriera musicale alle spalle di cui purtroppo ci sono arrivati soltanto due album su quattro (Forever for now, 2014 e Lost on you, 2016, il cui singolo omonimo è stato per tantissimo tempo sullo sfondo di un famoso spot televisivo) e un monte di brani scritti per superstar come Rihanna, Cristina Aguilera e nientemeno che i Backstreet Boys.

Ci si chiede perché abbia sfondato solo adesso, LP: un talento di questa portata è difficile da bypassare. Ma si sa, il mondo della musica non è fatto di strade lastricate d’oro e questa artista non è certo una donna che scende a compromessi.

LP ha uno smalto particolarissimo. Vi facilito la comprensione e ve lo racconto in 5 punti!

1 – LP COME ARTISTA: CALORE ED EMOZIONE VERA

La prima cosa che colpisce di questa cantautrice è di certo la sua bellissima voce. Sulle prime potrebbe ricordarvi, soprattutto se state ascoltando il suo terzo lavoro “Forever for now” (da noi in Italia in realtà giunto come primo), una giovane Cindy Lauper, ma più graffiante e calda.

LP però possiede un talento diverso e speciale sotto tanti aspetti:

  • si sposta da un registro all’altro con la facilità con cui sbatte le palpebre;
  • possiede una tecnica invidiabile, dovuta anche allo studio di canto lirico che fece da piccola, per controllare la voce;
  • è autrice di tutti i suoi brani e in quanto a scrittura si posiziona su un livello altissimo.
  • Possiede empatia: non è da tutti riuscire a toccare delle corde, ma lei ci riesce con grande naturalezza.

LP è equilibrata e impeccabile, pulita, ma pur sempre eccezionale e carica di energia.

Sentite che bomba questa cover di “Halo” della più famosa Beyoncé:

 

2 – LP COME SONGWRITER: UNA DOTE CREATIVA E PRAGMATICA

Non ha avuto vita facile la giovane Laura (allora si faceva ancora chiamare così), è rimasta sola molto presto e ha dovuto far fronte a LP_Laura__Pergolizziuna scelta drastica: seguire il desiderio del padre e diventare uno stimato medico, oppure provare a fare quello che amava di più nella vita e tentare la carriera musicale?

Questo aspetto di LP è forse quello che mi ha colpita di più e mi ha emotivamente legata a lei. Come esseri umani condividiamo un carattere solare, una voglia di vivere altissima, una vera e propria passione per la risata, il fatto di essere un po’ buffe ed estroverse, ma al tempo stesso dei caterpillar quando si parla di lavoro, consegne ed esercizio. La sua disciplina è invidiabile e la lucidità con cui prende di petto le sue scelte professionali una dote rara e preziosissima. Cosa fa di un musicista qualunque un vero artista? Probabilmente l’unione tra lato sinistro e lato destro del cervello. Non è scontato. Conosco un sacco di persone con grande potenziale che sono convinte che basti “avere il talento”. Io quando ero giovane, per esempio. Invece no, il talento è nulla senza la disciplina. Non vale che il suo potenziale, non entra mai in atto. Si spreca e si dissolve, ed è come una pianta a cui si dimentica di dare acqua: piano piano muore.
Nel 2001, a soli 20 anni, Laura Pergolizzi diventa LP e pubblica un album di prevalenza rock: Heart Shaped Scar: un capolavoro, senza mezzi termini, per testi e musica. Contiene delle perle vere e proprie tra cui “Perfect”, una bomba di energia allo stato puro, “Coming Home”, un viaggio di emozioni e ricordi che freme di note blu, “Follow me down”, l’anelata fuga da una realtà grottesca e lontana dalla propria identità (totalmente BLUES: un pezzo fantastico), e “Greenbriar”, il brano forse più intimistico, una sorta di visione legata alle domande più profonde che si possano rivolgere a sé stessi (e aveva solo vent’anni!):

I asked this man who lived here
Many years before
Why do I feel cursed for having any faith at all
And there I spoke to many of man
Who claimed to lye with she
He laughed into his whiskey
Then he shook his head at me

Più tardi, anche grazie allo zampino di Linda Perry, il suo mondo introspettivo replica in un lavoro completamente diverso, Suburban Sprawl and Alcohol, più maturo e deciso verso un salto di intenti risultato di esperienze di vita e musicali.

Entrambi gli album non sono in commercio nel nostro paese (il che è un vero peccato), ma potete ascoltarli su SoundCloud (grazie all’utente The Big S3dowski).

 

3 – LP DAL VIVO È ANCORA MEGLIO CHE IN STUDIO

Sono anni che non riesco a organizzarmi per ascoltare un artista dal vivo, ma lei non potevo proprio perdermela: così lo scorso 25 luglio sono andata a Grugliasco e ho assistito a uno show che mi ha lasciata senza parole, non credevo alle mie orecchie: LP non solo ha tenuto l’intonazione dall’inizio alla fine, ma ha interpretato i brani in scaletta ancora meglio che in studio di registrazione. Pulita come sempre, ma più coinvolta, totalmente posseduta dalle emozioni. Una vocalità incredibile quanto rara.

 

4 – LP COME PERSONA: UMILE E DISPONIBILE CON I FAN     

Se già la seguite, lo sapete: in nessuno dei suoi live manca il contatto con i fan: è un rito il suo; alle prime note di “Someday” LP scende verso le prime file per toccare mani, abbracciare persone, ringraziare, scattarsi selfie con gli smartphone dei fan, prendersi i regalini che le danno, lasciarsi avvolgere di sincero affetto. Lei stessa ha affermato che vorrebbe togliere la distanza creata dal palco, che la divide dall’amore del suo pubblico. E per chi non sa di che parlo, non è facile spiegare quanto questa sia una sua caratteristica peculiare, quanta forza abbia. LP si ama. Non ci sono vie di mezzo, non c’è una tiepida reazione se è riuscita a toccare le tue corde. Vieni travolto dalla persona, dalla sua stranezza – in senso più che buono, perché è una dote speciale – dal potere che ha di vibrare quando canta, e lasciare che tutte le altre particelle che vivono negli altri vibrino alla stessa frequenza. È quantistica, ragazzi. Fin’ora non avevo mai pensato che si potesse dimostrare con le emozioni. Eppure, è proprio questo che succede: si finisce dentro a un mondo a parte con lei, la si vive così. Moltissime persone le augurano di essere felice, senza conoscerla, e a parole non so dirlo meglio: alle persone buone non puoi che augurare cose buone.

LP_Laura-Pergolizzi

 

5 – LA SUA IMMAGINE CARISMATICA METTE PACE TRA I GENERI

LP non fa segreto di essere gay, e nemmeno è così difficile capirlo: il suo look androgino parla da sé e lei si mostra com’è con serenità, come sarebbe bello che facessero tutti, senza rischiare di restare incastrati nel fastidioso cliché “don’t ask, don’t tell”. Diciamo di essere aperti e magari nel nostro piccolo lo siamo, ma la realtà è ancora fatta di resistenze ottuse sulla fluidità sessuale che – piaccia o meno questa cosa – è un dato reale. Il fatto che sempre più personaggi pubblici mostrino questa serenità senza sfumature ambigue è di supporto alla nostra gioventù che si affaccia alla vita proprio in questo momento di transizione tra il medioevo sessuale che stiamo vivendo ancora e un futuro più umano. Il vero pride coincide con il sentirsi normali qualunque persona ci faccia battere il cuore: questo è il vero abbattimento dei muri dell’omofobia. Innamoratevi delle persone, non del loro sesso. È un bel pensiero e lo condivido. A Grugliasco c’era un pubblico del tutto eterogeneo, e per questo l’ho proprio amato: dalle coppie etero a quelle omosessuali, alle famiglie con bambini, ai vecchietti con bastone (GIURO). Tutti lì per lei. Tutti insieme e tutti uguali, per la sua musica. Che bella sensazione.

Questo è il potere della musica, quello vero: creare legami universali tra gli uomini.

Vediamo di non dimenticarcelo più, anche nel nostro piccolo.

 

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