6 MOTIVI PER GUARDARE “13 REASONS WHY”

Sono approdata a “13 reasons why” dopo avere letto un articolo polemico su un giornale nazionale, che accusava la serie di essere pericolosa per gli adolescenti, promuovere comportamenti scorretti e ridurre il suicidio a un’opzione, una scelta tra le tante.

Mi trovo in disaccordo con queste critiche, su tutti i fronti. Penso, invece, che questa serie sia andata a scavare a fondo bel po’ di temi, anche trasversali.
Al centro c’è sicuramente quello della depressione, intorno al quale ruotano altri temi di un certo peso come il bullismo, il rispetto, l’autostima, la violenza.

Ancora di più: sullo sfondo c’è il ruolo genitoriale, le sue imperfezioni, la scuola e il dovere degli insegnanti, l’impotenza di fronte al numero di vite che passano loro davanti, il divario sociale;

Ancora di più: la nostra umanità e la sua imperfezione, l’egoismo e l’indifferenza che fanno parte del corollario dei nostri comportamenti, la profonda difficoltà di essere diversi per pensiero e per sensibilità; l’incomprensione, la paura.

Non si può ridurre “13 reasons why” a una serie di stereotipi di adolescenti moderni. È invece, senza alcun dubbio, uno spaccato.

Ho individuato diversi temi portanti per affrontarlo a testa bassa, entrarci dentro, lasciarsi svuotare le viscere e portare a casa ognuno il proprio insegnamento. E per me sono 6 le ragioni sufficienti a consigliarvene la visione.

***ATTENZIONE, SPOILER ALERT!***

Se non hai ancora guardato “13 reasons why”, fermati qui: le mie sono riflessioni che seguono alla visione della prima stagione. Se desideri vederlo, o non hai ancora finito, sappi che potrei rovinarti qualche sorpresa.

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1. LINEA DELLA VITA, LINEA DELLA MORTE

La storia è distinta in due parti. La prima è quella raccontata da Hannah nelle cassette che consegna ai suoi compagni. La seconda è quella che accade mentre osserviamo questi ultimi dopo che lei è già morta e le cassette sono state consegnate e ascoltate da tutti, o quasi: sarà Clay a condurci nel suo viaggio e a unire le due linee temporali in un cerchio.

2. L’ EGOISMO COSTITUTIVO DELL’UMANITÀ

L’essere umano è in natura trainato dal proprio ego. Vuole realizzarsi, sentirsi appagato, desiderato, ammirato. Vuole avere la scena, desidera i riflettori su di sé. L’adolescenza è forse il momento in cui questo desiderio si fa più evidente e si mette al centro di tutto.
In questa storia, tutti sono egoisti, e non è del tutto sbagliato. Non c’è nulla di male nel desiderare di essere felici, stimati e amati. Tutti i protagonisti sono a modo loro egoisti. Ma possiamo giudicarli?

3. NON CI SONO BUONI, NÉ CATTIVI. FORSE.

Egoista è Hannah, che dà inizio a tutta la catena di eventi pur essendone al tempo stesso l’approdo; nella sua vita Hannah è stata usata: questo le dà il diritto di poter usare gli altri per portare alla luce la sua verità in modo drammatico. Possiamo biasimarla? No di certo. Hannah è una vittima con l’unica colpa di avere una sensibilità più spiccata degli altri e non riuscire a controllarla.

Egoista  è Courtney, che mette Anna in cattiva luce per proteggersi. Lei stessa ammette di avere avuto paura per i suoi genitori: una coppia omosessuale che ha dovuto passarne tante per via del pregiudizio. Courtney non se la sente di esporli di nuovo all’opinionismo della massa. Possiamo biasimarla?

E così anche gli altri: Tyler, che è “uno strano” perché vittima del bullismo costante e quotidiano di tutti; Alex, che non si cura dei sentimenti di Anna perché non li vede proprio, ma d’altra parte non ne viene da lei messo al corrente; Jessica, che per proteggere la propria relazione preferisce credere alle voci di corridoio. Tutti hanno, chi più, chi meno, una giustificazione, tutti – potremmo dire – sono ragazzi. Sbagliare è nel piano, sbagliare è inevitabile.
Tutti, tranne uno: sappiamo bene chi si merita una vera punizione. Di tutti, quel personaggio è l’unico che non ha alcun motivo per fare quello che ha fatto se non l’esclusivo appagamento del proprio ego. Non c’è rimorso; al contrario, una lucidità terrorizzante. Un vero villain, al contrario degli altri, che merita di pagare care le sue devianze.

Egoista, si diceva, è persino Shari, che non si autodenuncia per una ragazzata, causando suo malgrado una catena drammatica che non provoca certo per sua scelta. Non è forse anche lei una vittima? Certo che sì; e questo ci porta al punto successivo:

4. EQUILIBRI A CONTATTO

Ognuno dei ragazzi protagonisti di questa storia è al centro di un proprio microcosmo che è perfetto e funzionante finché ciascuno di loro vive la propria realtà lontano dagli altri.
Gli equilibri sono dinamici: si spezzano e si riformano sulla base degli eventi, a mano a mano che le vite dei protagonisti vengono a contatto l’una con l’altra. Reazioni a catena, risultato della mescolanza emozionale dei protagonisti. I loro mondi collassano non appena si sfiorano, si nutrono l’uno delle storie dell’altro, e intrecciano le vite di tutti quanti con il filo della fortuna, vox media, il caso.

 

5. LA VERITÀ NON ESISTE

Sin dall’inizio non è chiaro se Hannah menta su alcuni aspetti della vicenda durante la sua ricostruzione. Addirittura sembra drammatizzi in qualche modo certe situazioni, come quando racconta che Zach getta via la sua lettera, mentre scopriamo che quest’ultimo invece la conserva e la porta con sé.
Il punto di vista del lettore è costantemente in movimento: non solo perché lo richiede la tecnica narrativa, volta a farci vivere la storia di Hannah come se stessimo ricostruendola insieme a Clay. Il nostro giudizio è in continua evoluzione perché non esiste una verità assoluta nelle vicende dei ragazzi.

Non so qual è la tua verità, e non so come reagirai sapendo qual è la sua

dice Tony a un Clay terrorizzato di scoprire quale ruolo abbia potuto avere nella scelta di Hannah.
Qui, a mio parere, sta l’aderenza alla vita vera, quello che allontana la serie da un’accozzaglia di stereotipi. Non si tracciano personaggi, ma persone. E nessuno di noi è solo buono o solo cattivo. Non esiste bianco o nero nella realtà. Ci sono sfumature e persino colori.

6. LA COLONNA SONORA “PARLA”

Chapeu al lavoro che è stato fatto sulla scelta delle canzoni che accompagnano le puntate. Un lavoro tutt’altro che superficiale, che “parla” insieme alle immagini e ai dialoghi, mettendo in evidenza ancora di più le emozioni dei personaggi.

Hey Hey, my my” di Neil Young, per esempio, riproposto nella cover “Into the black” dei Chromatics, è una scelta di certo non casuale, se pensiamo che la frase “better to burn out than to fade away” (“meglio bruciare che svanire”) era contenuta nella lettera di addio lasciataci da Kurt Cobain prima di togliersi la vita;

oppure “Vienna”, degli Ultravox, che accompagna il tentativo di Hannah di spiegare come si è sentita quando ha capito che voleva farla finita. A parole, “non sentivo più nulla, per nessuno”; in musica “it means nothing to me, or the others”.

Non ultima, “Love will tear us apart”: ancora un sucidio, quello di Ian Curtis dei Joy Division, un accenno nelle prime puntate che anticipa quel che è contenuto nella cassetta numero 11, quella dedicata a Clay, che ammette: “la mia paura di amare Hannah le è costata la vita”.

 

Siamo stati anche noi adolescenti e sappiamo bene quanta sete di vita c’è nell’essere giovani, ma anche quanto è facile morire di sete. Siamo convinti di sapere tutto, di capire chi ci sta intorno. La verità è che l’uomo è un animale sociale, ma soprattutto è un’isola. 

 – Skye non ha idea di cosa stesse passando Hannah!
– E tu non hai idea di cosa stia passando lei. 

2 thoughts on “6 MOTIVI PER GUARDARE “13 REASONS WHY”

  • Reply Marco 28 April 2017 at 11:16

    ciao
    concordo in pieno con il tuo commento, ho visto che uscirà la seconda serie, tu cosa ne pensi?
    ho quasi timore che possano rovinare un po’ le cose… come spesso accade con i sequel….

    ciao ciao
    Marco

    • Reply erikamuscarella 28 April 2017 at 11:20

      Ciao Marco,
      grazie per il tuo commento!Ma quindi è confermato? Ho anche il lo stesso timore: i sequel delle serie perfette sono un rischio altissimo; in questo caso poi, sono aperte delle questioni ma la storyline è completa. Cosa si inventeranno? Lo scopriremo su Netflix! 🙂

      Buona giornata e… alla prossima serie (si accettano anche suggerimenti)! 🙂

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