SANTA LUCIA: UNA TRADIZIONE ITALIANA IN SVEZIA

Che cosa hanno in comune la nostra soleggiata e accogliente Sicilia e la fredda ma suggestiva Svezia? La risposta è scritta nella data che celebriamo oggi, il 13 dicembre: la festa di Santa Lucia.

LA STORIA DELLA SANTA

La sua storia ha inizio nella pagana Siracusa del IV secolo: Lucia è una brava ragazza, di buona famiglia, promessa a un ricco concittadino e con un futuro roseo davanti a sé. Quando la madre, però, si ammala gravemente, la giovane decide di recarsi in pellegrinaggio a Catania per domandare la grazia a Sant’Agata; quest’ultima le appare in sogno, le conferma la guarigione dell’amata madre e la esorta a lasciare ogni cosa per dedicarsi ad aiutare i bisognosi. Lucia quindi torna a Siracusa e annuncia di voler lasciare la sua vecchia vita: dopo aver sistemato delle candele sulla testa, scende tra le tenebre delle catacombe e inizia ad aiutare i Cristiani perseguitati in quel periodo da Diocleziano. Il promesso sposo, offeso da questo repentino abbandono, la denuncia pubblicamente con l’intento di farla catturare. I soldati poco possono, però, davanti alla grande forza del divino: Lucia diventa inamovibile come una roccia e ribadisce la sua fede. Viene dunque condannata a morte il 13 dicembre del 304, non prima di aver predetto a Diocleziano la sua fine imminente e la cessazione delle persecuzioni ai Cristiani.

LA LUCE DI LUCIA E IL LUCIATÅG

L’etimologia del nome della Santa deriva dalla parola latina lux, che significa luce: non soltanto quella che lei stessa porta con le sue candele per rischiarare il buio reale e metaforico dei Cristiani perseguitati nelle catacombe; il 13 dicembre è infatti considerato il giorno più corto dell’anno in seguito agli errori presenti sul calendario gregoriano di quel tempo, che verranno sistemati solo nel XVI secolo e che per conseguenza riposizionano il giorno del solstizio d’inverno intorno a questa data anziché quella giusta, che cade ogni 21 dicembre.

In Svezia, la tradizione di Lucia in quanto portatrice di luce divina nelle tenebre del paganesimo è molto viva e resta una delle celebrazioni più belle cui assistere durante il Natale. Anche chi è lontano dalla patria scandinava di certo avrà modo di partecipare insieme ai gruppi valdesi della sua zona alle feste dedicate alla santa e al Luciatåg, letteralmente il “treno di Lucia”: le giovani della comunità si raccolgono vestite di bianco intorno a Lucia e sfilano come sue tärnor (damigelle) in processione, interpretando i canti tradizionali natalizi. Un’atmosfera raccolta, gioiosa, suggestiva che dà la cifra dell’amore che il popolo svedese nutre nei confronti della “nostra” Santa.

LA TRADIZIONE SVEDESE IN ITALIA

Quando ero studente di Scandinavistica, per qualche Natale io stessa ho frequentato la comunità valdese di Genova, composta dagli svedesi che vivono nella mia città, e sono stata una tärna. Ho un bel ricordo di quel periodo: le tradizioni così profonde lasciano qualcosa anche a chi non è cresciuto in quella culla di valori, ma è predisposto a percepirne e introiettarne il significato. Era bello cantare “Sankta Lucia”, “Pepparkakor” (te li ricordi i biscottini di zenzero? Ebbene, esiste un brano a loro dedicato!), e “Staffan”, sulla vita di Santo Stefano, avvolti dalla sola luce delle candele. Dopo il Luciatåg, poi, si festeggia sempre: via libera alle squisite Lussekatter e Saffransbullar!

Se ricordi, l’anno scorso ti ho passato una piccola chicca: la ricetta del vinglögg originale svedese. È il momento di prepararlo di nuovo!

Buona festa di Santa Lucia anche a te.

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