Sei workaholic o gestisci bene il tempo?

Ultimamente sto riflettendo molto, in seguito a una fastidiosa esperienza di salute durata – per fortuna – molto poco, ma che mi ha fatto riconsiderare da principio alcune delle mie convinzioni che avevo messo in dubbio. Primo, fra tutti: quanto vale il mio tempo?

Non ci sono risposte originali a questa domanda. Il tempo di ciascuno di noi ha la stessa importanza. Non ci sono persone che meritano più o meno di altre: dobbiamo solo trovare il modo di avere rispetto di quelle che sono le nostre esigenze e i nostri obiettivi.

  • Il lavoro in ufficio ha i suoi lati positivi, al di là dei contratti e dei privilegi che possono offrirti, parlando in termini di vita: hai un orario che ti permette di staccare completamente dopo una certa ora e nel fine settimana nessuno ti verrà a cercare (salvo emergenze, lo facciamo tutti). Se stai male sei coperto, se hai bisogno di un permesso puoi pensare solo a te.
  • Il lavoro freelance, almeno nel mio campo, quando te lo consente (la maggior parte delle volte devi darti da fare in orari di ufficio perché i tuoi collleghi sono lì e hanno bisogno di te), ti permette una gestione del tempo più produttiva, a mio parere. Certo, se ti ammali lavori. Non ci sono scuse, non ci sono possibilità di svignarsela, solo la delicatezza dei tuoi collaboratori che possono venirti incontro e cercare di non ammassarti task sulla schiena. Ma se io, ad esempio, avessi voglia di finire un lavoro alla domenica mattina, perché in quel momento mi sento ispirata, perché non dovrei farlo? E se il mercoledì sera invece avessi mal di testa, perché non dovrei staccare alle cinque? Il concetto è semplice: se tu non rispetti la qualità della tua vita, anche la qualità del tuo lavoro ne risente.

Nessuna strana sindrome workaholic quindi, solo perché spesso lavoro in orari o giorni in cui gli altri si rilassano. Ciò non vuol dire che non smetto mai, non sono masochista né stupida: ho bisogno anche io di riposare e staccare, altrimenti poi sto male. Solo mi autogestisco, se e quando posso farlo. Conosco bene gli alti e bassi della mia giornata, e cerco di rendere il flusso più funzionale.

Voi che ne pensate: riuscite a mettere in pratica, secondo i vostri impegni, questa versione più sostenibile del lavoro?

 

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